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I TRIONFI CARNASCIALESCHI DI PAPA PAOLO III

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 Thomas, costumi carnevaleschi Ricchezza e opulenza a Roma si mostravano soprattutto a Carnevale. L'abbondanza mostrata in occasione dei festeggiamenti potevano dare al giudizio popolare l'impressione di una diffusa prosperità e munificenza del Papa. Insomma l’applicazione classica del detto latino e sempre valido del : “ panem et circenses ". Nella Roma traumatizzata dalle tristi vicende del Sacco del 1523, il carnevale non venne quasi più festeggiato fino all'elezione di Papa Paolo III Farnese, papa dal 1534 al 1549, a cui Frascati deve il suo riassetto urbanistico e naturalmente anche la tradizione del Carnevale. Paolo III colse per tre volte (nel 1536, nel 1539 e nel 1545) l'occasione di dare sfoggio di magnificenza durante il Carnevale utilizzando alcuni tra i migliori artisti del tempo per realizzare apparati e carri trionfali decorati con pitture e sculture, capolavori effimeri di cui ci resta poco. Papa Alessandro Farnese, uomo di grande c...

CHI L'HA VISTO? LA FONTANA DI VERTUMNO A VILLA FALCONIERI

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Foto archivio Alinari databile 1920/30 C’ è chi su una semplice immagine, certo dipinta da J. Singer Sargent e Wilfred de Glem, ci fa business vendendo puzzles, e chi avendo l’originale non sa che farsene. E’ la triste sorte della fontana di Vertumno a villa Falconieri. In America l’acquerello del grande pittore è oggetto di merchandising, anche in rete, da noi, invece , diciamo che dal merchandising al mercanteggiamento   il passo è stato breve. Nel 2011 si era tornati a guardare alla divinità dei boschi e ella natura con vivo interesse. Un comunicato stampa di Colline Romane scriveva “…La Soprintendenza ha stanziato 400.000 euro per il recupero della fontana della Galera e della fontana del Vertumno, quest'ultima sommersa da una siepe di lauro cerasus che impedisce pure l'affaccio su Roma.” John Singer Sargent La Sovrintendente, secondo la nota, pareva convinta che “Sarà ripristinato anche l'impianto idrico delle fontane ora a secco”. Lavori fatti? Chissà. C...

LA BANDIERA DELLE DONNE, STORIA AL FEMMINILE DEL TRICOLORE

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Bologna 1796: “ Brigida Zamboni e Barbara Borghi condanniamo a perpetua reclusione in una casa di correzione fuori della Legazione (in S. Michele a Roma ) colla confisca ecc ” Modena 1831: A Reggio Emilia la contessa Rosa Testi Rangoni viene condannata a tre anni di reclusione, Giudita Bellerio Sidoli lascia la città per un lungo esilio. A Venezia Entrichetta Castiglioni muore in galera dove era stata imprigionata per i moti di Modena.    Venezia 1853: Venezia la contessa Montalban Comello fu condannata a sette mesi di carcere duro. Tre date, tre storie di donne cucite con ago e filo di seta, legate da tre colori: il verde, il bianco e il rosso. Tre storie diverse che ruotano introno al tricolore. Storie che hanno assemblato e unito non solo scampoli di stoffa ma ideali di emancipazione e libertà dallo straniero. Cucire e ricamare, attività manuale, prevalentemente femminile   ma anche di pazienza e d’ingegno rivoluzionario. Attività essenziali nella vita...

RINTOCCHI E OROLOGI ALLA ROMANA DI FRASCATI

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Che ore sono, se conti i rintocchi a Piazza San Rocco pare essere l’una, se arrivi in Piazza san Pietro e guardi l’orologio del campanile sinistro ti senti un poco frastornato e no capisci, poi guardi il campanile di destra e ti rassicuri, sono le 7 di mattina. Sono i rintocchi e gli orologi alla romana, quelli cioè che non riportano la tradizionale suddivisione del tempo in XII ore, ma in VI. Sono orologi solari, che indicavano, al suono delle campane, le antiche Ore Italiche adottate, a Roma, dalla Chiesa verso la fine del XIII secolo. Le ore venivano scandite considerando l’inizio della misurazione del tempo dall’Avemaria della sera, poco dopo il tramonto, e non dalla mezzanotte. Per garantire una migliore comprensione dell’ora, era anche prevista la cosiddetta ribotta : dopo circa un minuto, si ripeteva lo stesso numero di rintocchi per rendere così comprensibile l’ora anche per i più distratti. Dopo la discesa di Napoleone in Italia fu introdotta l’Ora Oltramontana o alla ...

VILLA FALCONIERI; CORSI E RICORSI STORICI

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Corsi e ricorsi della storia, tutta, anche quella tuscolana e delle sue ville. L’Invalsi ( Istituto di Valutazione del Sisitema educativo afferente al Miur), l’estate scorsa ha lasciato la prestigiosa sede di Villa Falconieri per approdare a Roma. Sede prestigiosa, villa Falconieri, ma fatiscente riportano resoconti appunti ed alcuni articoli di stampa relativi alla chiusura dell’Invalsi. Certamente   trasandati e degradati il giardino ed il laghetto che tanta parte, hanno avuto nella pittura e nella letteratura internazionale. Ecco cosa accadde nei primi 20 anni del secolo scorso dal punto di vita della proprietà della villa:   Dalla rivista mensile EMPORIUM, Agosto 1906                         “ La Germania ha acquistato la famosa villa Falconieri a Frascati e la ha destinata a sede della sua   Accademia romana di belle arti. I giornali hanno detto che...

VILLA MUTI E VILLA CONTI VISTE DA THOMAS HARTLEY CROMEK

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  Thomas Hartley Cromek(1809-1873) figlio di un incisore inglese arrivò in Italia nel 1830 in compagnia della madre e si stabilì a Firenze. Affascinato dalla Campagna romana, nel 1832 lo troviamo certamente a Frascati, ospite a Villa Muti di Edward Cheney. Lo attesta un acquerello datato 20 giugno di quell’anno. Tra la Toscana e Roma trascorse circa   20 anni   della sua vita: dipingeva paesaggi ma soprattutto impartiva lezioni di disegno ai turisti, e tra i suoi allievi più noti, nel 1837 si può annoverare un’ altro importante artista come Edward Lear. Certamente presente per qualche tempo ad Ariccia nel 1849 tornò forzatamente in Inghilterra dopo lo scoppio della Prima guerra d’indipendenza. Restano ancora inediti i suoi diari intitolati. Reminiscences at Home and Abroad , 1812-1855, ritrovati alla metà degli Novecento in cui racconta dettagliatamente del suo lavoro in Italia e Grecia.    Nelle foto in basso : 2 scorci di Villa Muti   ...

LUIS FRANCOIS CASSAS – LE VISIONI ROMANTICHE CHE RAPIRONO GOETHE

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"... i disegni di Cassas mostrano una inusuale bellezza. Sono rapito da ciò che trasmettono” scrisse   di lui Johan Wolfgang von Goethe. In linea con il gusto Romantico del tempo esaltò la sublime bellezza della natura alla ricerca anche dell’esotoco e trascendente. Cassas espose le vedute dei suoi viaggi ai Salon del 1804 e 1814. Ed oggi, sino a febbraio prossimo sarà possibile vistare la mostra a lui dedicata a Tours. Louis-François Cassas(1756-1827) architetto scultore e pittore   giunse in Italia nel 1778 visitando Roma, Venezia, Napoli e la Sicilia. A Roma prese alloggio da esterno presso l’Accademia di Francia. Appuntò nei suoi taccuini schizzi di tutto ciò che vide mostrando particolare attenzione per le rovine Romane, memori della grandezza dell’antica civiltà e per la natura dei castelli romani. Ninfeo villa Aldobrandini  villa Mondragone Panorama con Frascati Villa Aldobrandini Schizzo di Villa Aldobrandini dai giardini