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FRASCATI IN TOUR - JOHN SIRGENT SARGENT & FRIEND - IMPRESSIONISTI AMERICANI NEI GIARDINI TUSCOLANI

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John Sirgent Sargent La Fontana d Villa Torlonia Gli occhi sono socchiusi, Wilfrid, adagiato contro la balaustra gode dello scrosciar lieve delle acque e non sembra badare ad altro, neppure a quella donna che seduta sul blocco modanato di pietra sperone guarda in lontananza, e dipinge en plein air, forse l’ immensità della Campagna Romana. Qualche schizzo della fontana di villa Torlonia, s’impasta ai colori, e li rinfresca dall’ultima calura di un estate che sta per chiudersi. . Lui, familiarmente chiamato Premp è in maniche di camicia e sembra un “gigalò”. Siamo nell’estate 1907 a Frascati. E’ l’elegante tocco di John Sirgent Sargent ad immortalare questo momento di vacanza tuscolana di Jane Emmet e Wilfrid De Glehms nel dipinto   tornato da pochi giorni dopo la grande mostra al Met di New York alla sua sede dell’Art Institut di Chicago.  Nozze di Jane Emmet e Wilfrid  de Glehn Da una decina d’anni circa Wilfrid e Jane, partecipavano alle “spedizioni d’arte...

JOSIAH WEDGWOOD FOLGORATO SULLA VIA DI FRASCATI

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  British Museum, vaso Portland Manifattura Wedgwood “ This vase was discovered in the seventeenth century in a tomb three miles from Rome, on the Frascati road.”   William   C. Prime nel 1878 nella sua storia della porcellana, del 1878, descrive il vaso più famoso della Manifattura Wedgwood ispirato al cosiddetto Vaso Potland, oggi al British Museum. La prima testimonianza del vaso è quella fornita dal provenzale Nicolas-Claude Fabris de Peiresc (1580-1637), che lo vide nella collezione del cardinale Del Monte a Roma nell'inverno del 1600-1601. Il luogo di rinvenimento è incerto, sebbene Pietro Santi Bartoli ( Gli antichi Sepolcri , Roma 1697) sostenesse che era stato trovato nel mausoleo conosciuto come il Monte del Grano, 4 km fuori delle Mura Aureliane, vicino alla Via Tuscolana. Paso di mano in mano finche alla fine del 700 arrivò nelle mani della Duchessa di Portland. A fine Settecento   il mercato antiquario era molto attivo e come Volpato a Roma ...

PAPA FRANCESCO E BEATA TERESA CASINI DA FRASCATI

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"Ieri, a Frascati - ha detto il Santo Padre domenica scorsa all'Angelus - è stata proclamata beata madre Teresa Casini, fondatrice delle Suore Oblate del Sacro Cuore di Gesù. Donna contemplativa e missionaria - ha sottolineato -, ha fatto della sua vita un'oblazione di preghiera e di carità concreta a sostegno dei sacerdoti. Ringraziamo il Signore per la sua testimonianza". Voleva diventare Santa, lo ripeteva sin da quando era ragazzina. Teresa Casini, è stata beatificata sabato scorso, nella sua città natale, Frascati, dal Cardinal Angelo Amato, rappresentante di Papa Francesco e Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Una funzione difficile da capire, lontana anni luce dal vivere quotidiano, eppure un occasione mancata di conoscenza sopratutto per le donne, anche per chi, come me non è certamente un campione di fede. Che la Chiesa abbia riconosciuto l’operato di una donna che voleva a tutti i costi curare le piaghe di un’umanità ferita, in particolar...

ARTISTI E MUSE DIMENTICATI. FRANZ LUDWIG CATEL, VITTORIA CALDONI E IL GIOVANE FULVIO MEROLLI

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 Si è svolta la settimana scorsa alle scuderie Aldobrandini di Frascati la manifestazione di premiazione delle borse di studio Franz Ludwig Catel. Non tutti sanno, ne sapevano in sala, che anche un giovane scultore tusclano, Fulvio Merolli, l’ ha vinto qualche anno fa(di lui ricordo il bassorilievo per le Scuole Pie e la scultura realizzata con altri artisti a Villa Sciarra intitolata Megatterre). Come del resto difficile è stato capire, nel contesto della premiazione chi fu Catel e l’eventuale legame col territorio tuscolano. Ma chi era Franz Ludowig Catel? Per chi non è riuscito a saperlo l’altra sera Catel(1778-1856), berlinese, figlio di un giocattolaio si stabilì a Roma nel 1811 trovando la sua fortuna di pittore e chi oggi si trova a passeggiare per Trastevere, può imbattersi in quel Pio Istituto Catel che il pittore tedesco volle eretto proprio con il suo patrimonio e che dal 1873 aiuta, con il nome artisti tedeschi ed italiani, promuovendo concorsi e borse di studio. E...

GEORGE SAND, LA RAGAZZA DI ALBANO E VITTORIA CALDONI

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   da Horace Vernet, Vittoria d'Albano, particolare  Preferiva il lago di Nemi piccolo e più selvaggio, ma arrivata ad Albano, ergendosi sopra la “desertica” campagna romana che tanto l’aveva fatta soffrire, certamente ammirò il verde e i maestosi lecci delle Gallerie. George Sand, foto Nadar Ne La Daniella, George Sand, lo chiarisce bene: “ Je donnera préférence au petit lac Némi, dont le cadre n'est guère plus grandiose que celui du lac Albano, mais dont ies rives sont adorablement jolies .» . George Sand già prima del suo viaggio del 1855 nei Castelli Romani, conosceva bene Tuscolo tramite le opere del Canina, e, di Albano, certamente aveva approfonditamente studiato le donne ritratte dai tanti artisti che passarono tra i boschi i vicoli e le rive del lago. Ancora nel 1866 scriveva e ricordava in: « ce ne sont pas les femmes d'Albano, c'est autre chose c'est moins beau et plus touchant ». Albano dunque ricorre nei suoi scritti letterari ma no...

UNA WUNDERKAMMER PER I CASTELLI ROMANI E IL "MERAVIGLIOSO" IRROMPE A FRASCATI NELLA NUOVA GALLERIA THEODORA

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 Interno della Galleria Theodora a Frascati " È del poeta il fin la meraviglia " scriveva, circa quattrocento anni fa il Cavalier Giambattista Marino (1569- 1625), uno dei più importanti esponenti della poesia barocca. Il cavalier Marino vissuto negli anni di Caravaggio, Domenichino, Guido Reni e dei Carracci, solo per citare i più famosi, continuava dicendo “.. parlo dell'eccellente e non del goffo, / chi non sa far stupir, vada alla striglia ”. Poi, con il correre del tempo, “il fin” sarebbe mutato, diventando dapprima “la sorpresa”, “il sentimento”, “l'emozione”, “l'ideale” , “la realtà”, “il sociale”, “la pittura stessa”, per arrivare, ad oggi che potremmo definirlo “gioco dell'intelligenza”, “la riflessione”, “il far pensare”. Ecco, tutto questo è ciò che si vive e respira entrando nelle sale della nuova galleria Theodora di   Claudio Tosti e Loretta Polidori,. una wunderkammer Scala neoclassica La Galleria Theodora appena inaugura...

LE FORMELLE SETTECENTESCHE DI SAN BONAVENTURA

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Negli anni 50 al Santuario di Santa MAria della Foresta (Rieti) si decise di realizzare una Via Crucis nel bosco. Alle edicole furono aggiunte delle maioliche di scuola napoletana del XVIII sec. che si trovavano immagazzinate nel Convento francescano dai tempi della II guerra mondiale; le opere provenivano dal Convento di s. Bonaventura in Frascati. Le formelle possono essere datate intorno al 1735 quando furono be­ne­dette da s. Leonardo da Porto Ma­u­rizio, propagatore della Via Crucis molto stimato dal Cardinale Duca di York.(Grazie ad Alberto Felici per la notizia)