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UNA WUNDERKAMMER PER I CASTELLI ROMANI E IL "MERAVIGLIOSO" IRROMPE A FRASCATI NELLA NUOVA GALLERIA THEODORA

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 Interno della Galleria Theodora a Frascati " È del poeta il fin la meraviglia " scriveva, circa quattrocento anni fa il Cavalier Giambattista Marino (1569- 1625), uno dei più importanti esponenti della poesia barocca. Il cavalier Marino vissuto negli anni di Caravaggio, Domenichino, Guido Reni e dei Carracci, solo per citare i più famosi, continuava dicendo “.. parlo dell'eccellente e non del goffo, / chi non sa far stupir, vada alla striglia ”. Poi, con il correre del tempo, “il fin” sarebbe mutato, diventando dapprima “la sorpresa”, “il sentimento”, “l'emozione”, “l'ideale” , “la realtà”, “il sociale”, “la pittura stessa”, per arrivare, ad oggi che potremmo definirlo “gioco dell'intelligenza”, “la riflessione”, “il far pensare”. Ecco, tutto questo è ciò che si vive e respira entrando nelle sale della nuova galleria Theodora di   Claudio Tosti e Loretta Polidori,. una wunderkammer Scala neoclassica La Galleria Theodora appena inaugura...

LE FORMELLE SETTECENTESCHE DI SAN BONAVENTURA

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Negli anni 50 al Santuario di Santa MAria della Foresta (Rieti) si decise di realizzare una Via Crucis nel bosco. Alle edicole furono aggiunte delle maioliche di scuola napoletana del XVIII sec. che si trovavano immagazzinate nel Convento francescano dai tempi della II guerra mondiale; le opere provenivano dal Convento di s. Bonaventura in Frascati. Le formelle possono essere datate intorno al 1735 quando furono be­ne­dette da s. Leonardo da Porto Ma­u­rizio, propagatore della Via Crucis molto stimato dal Cardinale Duca di York.(Grazie ad Alberto Felici per la notizia)

I CONTI IN ROSSO DI FRASCATI E LA SCIENZA NUOVA DI G:B. VICO

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Frascati, ahi quanto mi costi! Costò molto anche al Cardinal Ludovico Corsini. Così volle far credere l’allora vescovo di Frascati, a Giovan Battista Vico (1668-1744) . Ancor più costò al filosofo che decise di vendere un suo gioiello “ un anello che aveva, ov’era un diamante di cinque grani di purissima acqua …”  La cultura però, si sa, non ha prezzo , e Vico, lienando l’anello racconta “ potei   pagare la stampa, e la legatura degli esemplari del libro, il quale perché me ‘l trovava   promesso a divulgarlo, dedicai a esso signor Cardinale .” Era l’estate del 1725 e il “ m elanconico ed acre “ filosofo, come lui stesso si definiva, stava lavorando intorno ad uno dei capisaldi della filosofia del secolo, quella che oggi chiamiamo la Scienza Nuova. Anche allora pubblicare un libro aveva un costo, e gli intellettuali erano sempre alla ricerca di mecenati: anche Giovan Battista che si era rivolto al Cardinal Ludovico. L’ecclesiastico immediatamente aveva accolto la su...

La Ragazza di Frascati ed altre opere di Adolf Henning

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Adolf Henning ( 1809-1900) Figlio del maestro di cappella Karl Wilhelm Henning (1784-1867) frequentò l’Accademia di Berlino dal 1823. Insieme con il pittore Heinrich Mücke, ha viaggiato in Italia 1833-1835. Del suo Grandtour di cui fu pubblicato nel 1846 il volume "Die Campagna di Roma".   Al suo ritorno a Berlino divenne noto per i suoi ritratti. Nel 1839 inizia ad insegnare all'Accademia di Berlino. Nelle foto Donna di Frascati,   Alte Nationalgalerie, Berlin e le Vendemmiatrici, apparso in un asta qualche anno fa.

NUTRIRE L'IMPERO, L'ALIMENTAZIONE AI TEMPI DEI ROMANI IN MOSTRA ALL'ARA PACIS

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Pani di Ercolano Nutrire il Pianeta, Milano Expo 2015, chiama e L'Ara Pacis di Roma risponde con la mostra Nutrire L’impero.   C osa e come mangiavano gli antichi romani? Come trasportavano migliaia di tonnellate di provviste dai più remoti angoli della terra? Come facevano a farle risalire lungo il Tevere fin nel cuore della città? E come le conservavano durante tutto l'anno? A queste e a tante altre curiosità risponderà la mostra “ Nutrire l’Impero. Storie di alimentazione da Roma e Pompei ” ospitata dal Museo dell’Ara Pacis di Roma dal 2 luglio al 15 novembre 2015. UN MONDO GIA’GLOBALIZZATO E DELOCALIZZATO A seguito della pax romana , intorno al bacino del Mediterraneo si determinò quella che oggi chiameremmo la prima “globalizzazione dei consumi" con relativa "delocalizzazione della produzione " dei beni primari. In età imperiale i romani bevevano in grandi quantità vini prodotti in Gallia, a Creta e a Cipro, oppure, se ricchi, i costosi vini campan...

DALLA REGINA DI SARDEGNA AL CUSTODE DI TUSCOLO,LA STORIA DELLA CASINA FIRMATA VOSS

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“Proprio in alto(….) sul sito dell’antico foro, si trova una casetta che non ha l’eguale al mondo. L’ha costruita Luciano Bonaparte quando il Tuscolo gli apparteneva; e si dice che la Regina di Sardegna(…) ne avesse fatto una sala da tè. (….)Una sera che andammo insieme a cavallo fino al Tuscolo, mi condusse lì. E lo fece in modo tale che mi ritrovai d’improvviso davanti a una parete della casa. (…) di fatto in quella parete vi sono più statue, ornamenti e resti di marmo che mattoni. Alcune figure si sporgono dal muro e danno l’impressione di emergere dalle pietre come spiriti. Una mano enorme serrata come in una lotta mortale spunta fuori… Ma soprattutto vi è un volto terribile: il volto pallido di una giovane tenera donna. Solo il capo emerge dolorosamente dal muro. Orrore, terrore e paura della morte le hanno fatto spalancare gli occhi. Ella sospira, geme si lamenta, urla. Si sforza di uscire ma è murata: vuole vivere ma deve morire.(….) Cola mi condusse alla porta, mi prese ...

FRASCATI NELLE SCENE DI TOSCA DI VICTORIEN SARDOU E SARAH BERNHARDT

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Travestito da donna Angelotti meditava di fuggire da Roma facendo tappa a Frascati. Anche La Tosca, almeno in una sua piccola parte e nell’originale francese, non sfuggi al fascino che i nostri luoghi hanno esercitato su artisti e uomini di cultura francesi. Victorien Sardou, celebre e prolifico drammaturgo , ambientò la fuga in una villa, non meglio identificata, di Frascati.  Il testo di Sardou, messo in scena per la prima volta il 24 novembre 1887 al Théatre de la Porte-Saint-Martin di Parigi, aveva come protagonista Sarah Bernhardt. L’opera più nota è firmata Giacomo Puccini, fu proprio il maestro che assistendo alla rappresentazione parigina chiese ai suoi librettisti Giuseppe Giacosa e Luigi Illica di rielaborarla. L'opera teatrale poggia su tre temi chiave: la stoia, l’avventura, l’amore. Il dramma si svolge nella Roma ottocentesca. Sardou ci offre una minuziosa descrizione degli ambienti storici, senza tralasciare nessun particolare tramite i dialoghi dei per...