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FRASCATI SPARITA NEI DISEGNI DI CARLO BLASI. IL 16 APRILE LA PRESENTAZIONE ALLA SALA DEGLI SPECCHI DEL COMUNE

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Camminando per le strade di Frascati spesso capita di imbattersi in targhe, lapidi, opere scultoree, lacerti lapidei. Raramente ci si ferma ad osservare. E spesso la sensazione è che non destano più curiosità perché è come se fossero lì da sempre; si è così abituati alla loro presenza che vengono considerati parte dell’arredo urbano. Anche di fronte ad un panorama oggi si lancia uno sguardo sbrigativo e ci si allontana. Perché perdere tempo prezioso per sforzarsi di capire l’ispirazione e l’intento di chi ha contribuito a costruire una città, nelle sue vie e nei suoi palazzi di ieri e di oggi ? Perché poi perdersi nella noiosa lettura di lunghe liste di nomi, perfetti sconosciuti, scomparsi da tempo? Ma se un giorno ci si soffermassimo a guardare con attenzione, a leggere le epigrafi, il reticolo stradale, le facciate dei palazzi e delle chiese scopriremmo che ogni singolo angolo, anche quello in parte consumato dal tempo, dai bombardamenti o dall’incuria attuale, racchiudono passio...

DA MONTEPORZIO AD ATENE E RITORNO; IL GRANDTOUR DI SIMONE POMARDI PITTORE - Dall’11 aprile le opere in mostra nel Museo della Città

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Viaggi romantici, peregrinazioni sulle orme della storia antica, alla ricerca del bello. Questa volta, la storia non è quella di un ingegno straniero in viaggio in Italia, non è il solito Grandtour. Questa volta il protagonista è un monteporziano, pittore acquerellista, appassionato e competente d’archeologia che si spinge sino in Grecia. Siamo nel 1804/6 quando Simone Pomardi attraversa il mare per andare ad Atene. Non è solo, è in compagnia di un altro spirito avventuroso amante dell’arte e dell’archeologia, un irlandese dilettante acquerellista di ricca famiglia, Edward Dodwell. Insieme realizzeranno un libro. Da quel viaggio Pomardi fece circa 600 opere tra disegni, schizzi e acquerelli. Del loro viaggio, tre anni fa si è occupato il British Museum di Londra allestendo una mostra che lo scorso anno è approdata a Roma con il suggestivo titolo: La riscoperta dell'Antico . Di Simone Pomardi nato a Monte Porzio nel 1760 non si conosceva molto prima di ora. O meglio se ne er...

1191 IL VENERDI SANTO A TUSCOLO

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(…) Ed in tal guisa a’ 12 d’Aprile dell’anno 1191 nel Venerdi Santo fù abolita quella nobile , e antica Città, che per lo spazio di 1340. anni in circa s'era mantenuta Republica , in cerca s’ era stata Rocca, ed era stata Rocca inespugnabile de' rinomati Conti di Tuscolo . Tuscolo, ricostruzione ideale di Mario Titi Così narra la distruzione del Tusculo il tusculano d. Domenico Barnaba Mattei, nelle Memorie istoriche dell'antico Tusculo oggi Frascati, dedicate ai conservatori e consiglieri di questa città, e pubblicate in Roma nel 1711 colle stampe del Buagni. Il cav. Canina a pag. i2 e seg. ci dà erudite notizie bibliografiche delle opere e degli autori che trattarono dell' antico Tusculo. In quanto al giorno preciso dell' eccidio del Tusculo gli altri scrittori sono discrepanti, dichiarandolo tutti nel mese di aprile, ed alcuno al primo giorno di esso. Il Novaes nella vita di Celestino III, dice che a' 5 aprile, primo giorno dopo Pasqua, il Papa incoron...

Ugo Correani, il designer frascatano delle Grandi Firme della moda italiana

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Il museo del gioiello di Vicenza, il primo in Italia e uno dei pochi al mondo dedicato esclusivamente all’arte orafa e gioielliera, ospita tra gli altri anche pezzi anche quelli di Ugo Correani. L’orafo, nato a Frascati, morì nel 1992, a 57 anni, è stato una delle firme più note nel mondo degli accessori "made in Italy". Formato alla scuola di Walter Albini Correani perfezionò una sua propria linea di gioielli e accessori che cominciarono a essere presto apprezzati nel mondo della moda. Negli anni Settata Valentino e Basile divennero suoi clienti e, presto, la collaborazione si allargò a Versace, Genny, Mario Valentino, Fendi, Karl Lagerfeld per Chanel e per Chloe'.  A Vicenza è esposta una collana Karl Lagerfeld per Chanel (collezione Haute couture Autunno/Inverno 1983/84) e realizzata da Ugo Correani. Strass e pietre sfaccettate in plastica con pendente in vetro sfaccettato, un omaggio alle forme archetipiche tanto amate da Madame. Lo scorso anno a Milano i...

La Fontana frascatana di Sir William Russell Flint

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  Un acquerello di Sir William Russel Flint nato a Edimburgo nel 1880, intitolato " Fountain in Frascati" L'artista. famoso illustratore ed acquarellista presente a Roma a partire dal 1912 dove affittò uno studio con la moglie Sybil, per lasciarla allo scoppio della Grande Guerra, per essere arruolato. Lavoro per il Illustrated London news, realizzò le tavole per alcune preziose edizioni illustrate dei Canterbury Tales e l'Odissea. Nel 1936 fu nominato presidente della Britain's Royal Society of watercolour. Durante la sua permanenza a Roma subì, anch'egli il fascino delle giovani modelle di Anticoli Corrado, e Peppina divenne una delle sue muse ispiratrici.

A SPASSO CON JEAN HONORE FRAGONARD, A FRASCATI TRA BOSCHI DI PINI E GIOCHE D’ACQUA

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Temi galanti, talvolta addirittura licenziosi, e i motivi intimi, cari al gusto degli "amateurs" borghesi del suo tempo, giochi nel verde, Jean Honore Fragonard, pensionato dall'Accademia di Francia, uno dei massimi interpreti del Rococcò francese, arrivò a Roma nel 1756, rimase sette anni appassionandosi della pittura del Tintoretto ma anche di Pietro da Cortona. Strinse amicizia con Hubert Robert con cui nel l 1760 passa l'estate a Villa d'Este in Tivoli e da quel soggiorno derivano i disegni che fanno epoca nella storia del paesaggio, tra Poussin e Corot, l’artista ritrae   un'Italia da scenario teatrale, con i suoi terrazzi, le sue ville, le sue fontane, i suoi cipressi. Del resto annota Bergeret de Grancourt, con cui Fragonard torna in quei luoghi nel 1773, nel “ joural de voyage : “ il nostro artista ha approfittato di questo angolo di tipicamente italiano , dando un incantevole leggerezza ai platani antichi , ai viali di querce d al f...

PROTEGGIAMO LA CREATIVITA'

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Ieri Bamijan oggi Mosul. A scuola sin dalle elementari ci hanno insegnato l'importanza della cultura Assira. Con l'arte degli Assiro-babilonesi si aprivano i nostri libri di testo, almeno ai miei tempi, ho imparato ad apprezzarla  e poi mi sono spinta sull' Amu Darya e oltre per apprezzarla dal vero. Oggi i cinesi, che avevano tentato di azzerare la loro cultura, fanno proposte per "esportare" gli Uffizi a Shangai, ad Abu Dhabi tra poco meno di un anno dovrebbe aprile il Louvre Emirates: culture diverse che riconoscono nell'arte e nella cultura un ruolo, forse di solo business, comunque un ruolo e una funzione. A Mosul invece gli uomini dell'Isis devastano, con furia acciecante testimonianze del passato, il loro, e il nostro patrimonio universale: ciò che veramente sa parlare una lingua universale, la capacità creativa dell'uomo, qualunque, qualsiasi. Non voglio usare i filmati dell'Isis che girano in rete perché anche questi, è evidente, sono un...